La storia continua! Il mese scorso ti abbiamo parlato di Bianka e della sua esperienza con lo svezzamento. Oggi lasciamo che sia lei a raccontarti come ha affrontato la questione “zucchero” con i suoi bimbi. Buona lettura!
La torta di compleanno senza zucchero
Quando il nostro primo figlio ha compiuto un anno, gli abbiamo preparato una torta di compleanno dolcificata solo con le banane. Non riuscivo proprio a immaginare che il nostro piccolo potesse mai mangiare dello "zucchero cattivo". Dopotutto, nei mesi dello svezzamento eravamo stati super meticolosi a non utilizzare né sale né zucchero.
Nel giorno del suo secondo compleanno, ha assaggiato lo zucchero per la prima volta sotto forma di pralina al marzapane su una torta all'uva spina preparata dalla sua bisnonna. “Non fa niente", ho pensato mentre davo un morso alla torta lievemente dolcificata che avevo cucinato per lui, ingoiando l’amaro di quella situazione. Il vaso di Pandora – o meglio, il barattolo dello zucchero – si era aperto per sempre?
Ora sta per compiere tre anni e, di tanto in tanto, lo zucchero incrocia la nostra strada e trova il suo palato, a volte più velocemente di quanto vorremmo.
Siamo ancora lontani dal considerare lo zucchero una cosa da tutti i giorni, ma la nostra piccola famiglia non è del tutto sugar-free. Anche noi adulti cerchiamo di mantenere l'apporto di zuccheri il più basso possibile, ma senza troppi sforzi o privazioni drastiche.
Quando i dolci cadono dal cielo
In primavera, qui a Colonia, si festeggia il Carnevale. Come se i costumi e i famosi inni carnevaleschi non bastassero, durante le grandi sfilate i dolci vengono letteralmente lanciati sulla folla.
Credo che la parte più emozionante per i bambini sia proprio raccoglierli. Nel nostro caso, dopo aver condiviso un piccolo sacchetto di caramelle gommose, l'interesse è svanito rapidamente. Due mesi dopo, gli avanzi sono ancora lì, intonsi nella nostra credenza.
Un amico che ha partecipato l'anno scorso mi ha raccontato che voleva provare qualcosa di diverso, così ha distribuito delle mele. In cambio, ha ottenuto solo una pioggia di insulti!
A casa nostra, le mele hanno comunque un grande successo come spuntino dolce tra un pasto e l'altro, specialmente quando sono intere. Il portamerenda di b.box rende il trasporto della frutta intera particolarmente facile, soprattutto perché c'è spazio anche per un altro piccolo spuntino accanto.

Tra restrizioni e convivialità
Lo zucchero è buono, ma semplicemente non è necessario. Mi vengono i brividi se penso a quanti zuccheri semplici ho assunto da bambina! Ogni sera, mentre mi lavo i denti, provo un senso di sollievo al pensiero che i miei genitori si siano presi così tanta cura dei miei denti e di quelli dei miei fratelli.
Capisco i genitori che vogliono "proteggere" i propri figli dallo zucchero il più a lungo possibile. Tuttavia, durante le feste e i pasti condivisi in cui ci sono torte o gelati, questo atteggiamento può far sentire i bambini esclusi. Le occasioni sociali finiscono per ruotare attorno a ciò che a un bambino non è permesso mangiare, anziché essere definite dal piacere di trascorrere tempo di qualità insieme.
La mia paura è che, una volta che i nostri figli saranno abbastanza grandi da procurarsi lo zucchero da soli, scatti la cosiddetta FOMO (Fear Of Missing Out, la paura di perdersi qualcosa) e che, a quel punto, non si fermino più. Per questo vogliamo mostrare ai nostri due bambini che i dolci sono per le occasioni speciali e non un'abitudine quotidiana.
Gentilezza ed educazione
A casa cerchiamo di evitare il più possibile i dolci confezionati: preferiamo prepararli noi.
Dopo la nascita del nostro secondo figlio, avevo a malapena le forze per fare qualsiasi cosa che non fosse ordinare cioccolato e gelato a domicilio. Avevo una voglia di dolci così intensa che, in quel periodo, la parte razionale del mio cervello a volte si spegneva del tutto.
Vi sono studi che dimostrano che lo zucchero crea dipendenza, per questo va assunto con parsimonia: attiva il sistema di ricompensa del nostro cervello e rilascia dopamina. Tuttavia, a volte ci fa sentire bene, così, ripensando a quel periodo – che probabilmente molti altri genitori conoscono bene – ora cerco di essere molto più indulgente con me stessa.
A lungo andare, un eccesso di zuccheri può avere conseguenze sulla salute, dalla carie all'obesità. Ecco perché a casa, quando ci laviamo i denti la mattina e la sera, cerchiamo di renderlo un gioco: spieghiamo ai bimbi che i dentini devono restare puliti e forti, e così si trasformano in tante macchinine che passano sotto i rulli dell'autolavaggio per eliminare ogni residuo di cibo. Ricordiamo sempre che lo zucchero è ciò che sporca di più i denti.
La nostra quotidianità: piccole routine al posto di regole rigide
Nella vita di tutti i giorni ci affidiamo a routine semplici e salutari: a volte optiamo per una barretta di frutta secca e un frutto fresco, uno yogurt greco con noci e miele oppure una piccola porzione di muesli come dessert, porzionata nel mini portapranzo di b.box.

Abbiamo notato che una merenda bilanciata nel pomeriggio aiuta il nostro primogenito a non arrivare troppo affamato a cena. Questo rende tutto più semplice: l'atmosfera in famiglia è decisamente più rilassata quando abbiamo sempre delle opzioni sane a portata di mano, sia in casa che fuori.
Cerchiamo invece di evitare del tutto le bevande zuccherate. Al loro posto proponiamo acqua, tè o latte (vaccino o d'avena). Questo approccio funziona sorprendentemente bene, specialmente quando i bambini riescono a bere in autonomia e hanno sempre la loro bevanda pronta nelle borracce b.box.

Quando il cibo diventa una questione di principio
Quando il nostro primo figlio ha iniziato l'asilo nido, ci siamo resi conto di quanto lo zucchero crei un gran dibattito nella nostra società. Parlando con la direzione, ci è stato subito chiarito che per i compleanni sono ben accetti i dolci fatti in casa, purché idealmente senza zucchero: ci hanno fatto capire che le torte dei supereroi a tre piani piene di coloranti è meglio lasciarle per la festa a casa.
Il suo primo giorno d'asilo, una mamma è arrivata con tre scatole di torta rosa confezionata con un famoso elefantino disegnato sopra. Gli sguardi del personale e degli altri genitori parlavano da soli: “Ma come si fa?”
Eh, sì… Come ha potuto?
Forse nel fine settimana aveva la casa piena di ospiti. Forse aveva dovuto lavorare. O forse, semplicemente, non aveva avuto il tempo di mettersi a cucinare. Sinceramente, tanto di cappello a lei anche solo per essersi ricordata di portare qualcosa, tra la gestione dei figli, il lavoro, le faccende domestiche e tutto il resto.
La severità con cui a volte si giudicano queste situazioni non aiuta nessuno: finisce per isolarci anziché sostenerci. In fondo, stiamo tutti cercando di fare la stessa cosa: prenderci cura al meglio dei nostri figli e insegnare loro ad avere un rapporto sano con il cibo.
Il nostro obiettivo: un approccio sereno al cibo
Oggi non cerchiamo d’imporre ai nostri figli un modello d’alimentazione perfetto, ma piuttosto di trasmettere un atteggiamento sereno nei confronti del cibo. Vogliamo che creino dei bei ricordi, legati al cucinare in famiglia, alla condivisione e al mangiare insieme.
Ci saranno compleanni, carnevali, gelati in estate e torte a casa della nonna. Ci saranno giorni in cui i nostri bambini avranno a malapena fame e altri in cui, all'improvviso, divoreranno porzioni giganti.
Quello che desideriamo trasmettere loro non è la paura dello zucchero, ma la consapevolezza che il cibo è molto più di un insieme di sostanze nutritive: è stare insieme, è indipendenza, è gioia.
A volte, è semplicemente una pralina al marzapane su una torta di compleanno.











